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Le razze feline

Il gatto addomesticato con tutta probabilità appare come animale a contatto con l’uomo per la prima volta in Medio Oriente circa 9000 anni fa. 

Il gatto non ha avuto sempre fortuna come animale in quanto se nell’antico Egitto era addirittura venerato, nel Medio Evo fu perseguitato in quanto individuato come messaggero del diavolo.

Il fatto che vivesse sempre di notte, avesse gli occhi luminosi e spesso fosse in compagnia delle “streghe” ne fece un animale sventurato. Iniziò ad essere apprezzato, anche solo per la sua utilità, in quanto cacciava i topi ed altri piccoli animali o insetti nocivi per l’uomo.

Se si pensa alle varie epidemie di peste, veicolate dai topi all’uomo, che decimarono migliaia di persone si riesce a comprendere che, oltre alla sua indiscutibile bellezza ed al suo fascino è stato indubbiamente ed è tuttora un animale estremamente utile all’uomo.

Dal XIX secolo sappiamo per certo che il gatto era considerato un normale compagno dell’uomo e in Inghilterra, dalla seconda metà dell’Ottocento del secolo scorso, si cominciò a selezionare le razze tramite allevamenti specifici per esporre questi animali alle mostre.

Harrison Weir fondò i gatti con il pedigree (documento che certifica le razze pure) e nel 1871 vi fu a Londra la prima esposizione felina. Segui' circa 20 anni dopo quella di New York.

Il termine inglese che indica la selezione di animali domestici e piante è “fancying”. 

Ad oggi le razze sono molto variate per moda o curiosità anche se la selezione delle razze non è sempre un vantaggio per il nostro amico gatto che talvolta può incorrere anche in vere e proprie malattie.

Le razze attualmente vengono registrate dalle associazioni feline che però cambiano da associazione ad associazione e da paese a paese.

Pertanto è difficile tenere aggiornato il numero preciso di razze.

In Italia l’ANF (Associazione Nazionale Felina) stima che ve ne siano circa 40. 



[Bibliografia Gatti, Alderton D. (1992).  Dorling Kinderslay Handbooks. Londra]

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